Testimone colpevole

Ciascuno di noi è colpevole davanti a tutti per tutti ed io più degli altri (Dostoevskij). Tante volte, troppe, sono testimone di scorrettezze, insensibilità, mancanze di rispetto verso chi è più fragile. Quando dicono che stanno lavorando per te, ma hanno perso la tua pratica. Quando ti fanno i test perché servono alle loro ricerche e, raccolti i dati, non ti chiamano più. Quando ti dicono che c’è una lista d’attesa, ma prima di te è passato un amico del vicino di casa. Quando dicono “Lascia stare,  fa sempre così. Urla per un pò e poi si calma”. Quando ti dicono “non ha collaborato e non siamo riusciti a visitarlo…”, ma non avevano gli strumenti per farlo. Quando servono cibo che non assaggerebbero mai. Quando tuo padre, non è il loro padre, e lo sanno bene.

La morte dell’altro uomo mi chiama in causa e mi mette in questione, come se io diventassi, per la mia eventuale indifferenza, il complice di questa morte, invisibile all’altro che vi si espone; e come se, ancora prima di esserle io stesso destinato, avessi da rispondere di questa morte dell’altro: come se dovessi non lasciarlo solo nella sua solitudine mortale.» E. Lévinas-A. Peperzak, Etica come filosofia prima [1989]

La Responsabilità del pensare e dell’agire 
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