Dritto negli occhi, anzi no

WISLAWA-SZYMBORSKA-300x168 Dritto negli occhi, anzi no

Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Ve lo dico
dal mio cuore sconosciuto (W.S.)

 

 

Ieri mentre facevo una consulenza in un centro di riabilitazione, ho conosciuto una nuova paziente che il giorno precedente non ero riuscita a visitare per mancanza di tempo.

Ah bene – le dico – cercavo proprio lei!“.

Lei si stranisce e senza guardarmi negli occhi (non può, ha una deviazione del capo neurologica,  che si ostina a renderla timida o maleducata quando lei non è nessuna delle due cose) mi chiede “E perchè mai cercava proprio me?”.

Da lì avrei dovuto capire che si trattava di uno di quegli incontri speciali, che si ricordano a lungo.

In cinque minuti scopro che è polacca e in dieci le strappo un prossimo appuntamento per leggere insieme le poesie della Szymborska, in lingua originale!

Così come sono state composte!

Aggrappata a due fisioterapiste, mette un piede davanti all’altro con enorme lentezza, d’improvviso realizzo quanto sia difficile camminare.

Nel salutarmi mi dice “Non avrei mai pensato di parlare con qualcuno della Szymborska proprio qui, in QUESTO luogo, in QUESTO momento della vita”. 

Io non sono altrettanto stupita, In effetti la poetessa si riferiva a qualcosa del genere quando parlava dei “miracoli supplementari” (La fiera dei miracoli, W.S.)

 

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