Tinti logopedista

Sono certamente una Logopedista atipica. Mi sono occupata fin dall’inizio solo di patologie neurologiche e solo dell’adulto. Conosco le situazioni cliniche riabilitative dall’acuto alla cronicità e infine le pratiche di cura nel fine vita. 

Rispetto alla Terapia della Afasia, ho approfondito, e continuo ad approfondire, tutto ciò che può rappresentare un valido aiuto, rispettoso della persona e della famiglia.

 LA FORMAZIONE IN CANADA

Nel 2005, tornata dalle Americhe, scrissi sul vecchio sito Aphasia Forum:

“In Europa come nei paesi anglosassoni e in alcune nazioni del SudAmerica, l’Afasia è stata affrontata con molta più attenzione e interesse rispetto a quanto successo finora in Italia. E non mi riferisco solo all’ambito scientifico, laddove peraltro – da anni – non si segnala nulla di particolarmente significativo, quanto piuttosto all’ambito riabilitativo e al contesto della Comunità che – nei paesi avanzati – dovrebbe essere in grado di curare se stessa con alcune risorse attivabili su territorio (gruppi self-help, infrastrutture aphasia-friendly, ecc.ecc.) mentre nel nostro paese spicca per inconsapevolezza e di conseguenza, assoluta mancanza di accessibilità alle persone con afasia. Praticamente nessun operatore italiano conosce ed applica nella sua pratica quotidiana le Tecniche di Conversazione Supportata tanto note all’estero o sa come rendere il proprio servizio accessibile a chi non parla. E’ fantascienza pensare che in un ufficio del Comune ci sia qualcuno addetto a mediare tra i vari sportelli e il cittadino che non padroneggia la lingua per una disabilità acquisita. E’ altrettanto impossibile immaginare un percorso formativo o di riqualificazione professionale per qualcuno che ha perso la facoltà di parlare ma vuole reintegrarsi nel mondo del lavoro” .


LA NECESSITA’ DI PARTIRE

Noi operatori dobbiamo mobilitarci di piu’, scoprire cosa è successo in tutti questi anni di disinteresse italiano e poi portare quanto scoperto alla portata di tutti delle famiglie che si dibattono in problemi enormi senza supporto da parte di nessuno perche’ – si sa – l’afasia non è una “malattia” chiassosa, non crea problemi sociali al di là della famiglia che devasta, e dunque fino a questo momento forse ci si è potuti permettere un franco disinteresse (aumentando così il rischio di isolamento sociale di interi nuclei familiari).

Ma lo scandalo diverrà evidente a tutti quando ci accorgeremo che nel frattempo l’ictus si è fatto ancora più implacabile, colpendo individui sempre piu’ giovani, all’apice delle loro ambizioni professionali, con figli piccoli che improvvisamente si troveranno ad abitare una società incapace di comprenderli e di garantire i loro i diritti di cittadini e che nella maggior parte dei casi verranno espulsi da un ambiente di lavoro incapace di adattarsi per reintegrarli. Dobbiamo renderci conto che stanno per nascere nuovi problemi di fronte ai quali non potremo permetterci ulteriori esitazioni. Occorre essere pronti. Occorre imparare da chi ha già raggiunto certe consapevolezze e strutturato basi teoriche solide per impostare quello che dovrà essere anche il nostro cammino verso una società accessibile a tutti.

Per questo motivo, nel giugno 2005, ho iniziato la mia formazione canadese, presso l’Aphasia Institute icona-uscita-sito Tinti logopedista di Toronto che ho portato avanti per alcuni anni fino a diventare SCA Advanced Trainer. 

Ho conosciuto e applicato le Tecniche di Conversazione supportata della Kagan, ho svolto il mio tirocinio di Educazione pedagogico-teatrale presso Theatre Aphasique icona-uscita-sito Tinti logopedistadi Montreal, ho approfondito l’approccio sulla riconnessione affettiva, sviluppato da Gillian Gailey and Kathy Stiell all’Aphasia Centre icona-uscita-sito Tinti logopedista di Ottawa.

FIDUCIA NEL CAMBIAMENTO

Da allora in effetti anche in Italia qualcosa è cambiato: esiste una maggiore varietà di offerta alle persone con afasia (seppure distribuite malissimo sul territorio, nel senso che ci sono ancora ampie zone in cui ancora non è facile trovare un/a logopedista, figurati un servizio alternativo);  un certo numero di persone conosce le Tecniche di Conversazione Supportata grazie ai miei Corsi, qualche associazione è attiva non solo nell’organizzazione di convegni e nella raccolta fondi ma anche in attività capillari sul territorio (ma anche qui, si tratta di realtà minimali rispetto alle necessità del paese); proseguono  le  esperienze di Laboratori Teatrali che fino a qualche anno fa erano impensabili e dunque non si può dire che in tanti anni anni non sia successo nulla, ma mi piace ricordare quel primo viaggio come l’inizio di un percorso importante.

Tante cose ci separano ancora da pesi illuminati, almeno rispetto alla questione dei Disability Studies e delle problematiche etiche e di tutela dei diritti degli individui.

Di TUTTI gli individui