Logopedia per Afasia post-ictus

L’ictus e’ un disturbo acuto della funzione cerebrale di origine vascolare, che dura piu’ di 24 ore. Le conseguenze includono deficit di movimenti, della sensibilita’, dei processi visivi e uditivi e della comunicazione. La gravita’ degli esiti e’ determinata dalla dimensione e dalla localizzazione del disturbo.

L’intervento che propongo come libera professionista, fin dalle prime fasi dell’ictus, ha diverse finalità :

  • Tenere in considerazione le necessita’ mediche, sociali, emotive e psicologiche della persona;
  • Assicurare che l’utente e i familiari diventino partner attivi del processo terapeutico
  • Fornire la terapia logopedica ove possibile direttamente, o successivamente alla dimissione previo contatto con la/il collega della struttura di ricovero
  • Aumentare la consapevolezza di chi vive vicino al paziente rispetto alle strategie di comunicazione più indicate

Modalità di Intervento:

Nel caso di pazienti ospedalizzati, ove possibile, un incontro con lo staff medico precedera’ la valutazione allo scopo di acquisire informazioni sulla storia medica del paziente.

La valutazione: la valutazione si estendera’ per parecchie sedute e cerchera’ di stabilire la presenza e la diagnosi specifica di disturbo del linguaggio e/o della deglutizione. La valutazione terra’ in considerazione i seguenti parametri: stato di salute, incluso la capacita’ visiva e uditiva; l’adattamento psicologico; la motivazione, il livello di consapevolezza, le aspettative, la presenza di ansia e confusione; l’ambiente sociale e familiare. Le informazioni ottenute includeranno: la presenza di condizioni mediche, la storia medica precedente, la storia familiare, l’uso di farmaci, la prognosi medica, la situazione domestica attuale, le necessita’ sociali, il supporto presente della famiglia, la precedente occupazione le necessita’ comunicative; le persone coinvolte con l’utente.

Una intervista all’utente e ai suoi familiari cerchera’ di stabilire: la capacita’ di comprensione, la capacita’ di pianificare il linguaggio, la capacita’ di espressione, le caratteristiche della produzione orale, le abilita’ di lettura e scrittura, l’uso dei gesti, la capacita’ di mangiare e bere e identifichera’ dove queste capacita’ sono presenti, l’estensione del loro uso e quali effetti hanno.

La valutazione uitilizzera’ un range di materiale standardizzato e non ,appropriato per formulare una diagnosi. Il materiale utilizzato sara’ scelto per ottenere il massimo coinvolgimento dell’utente e del familiare. I risultati qualitativi e quantitativi della valutazione mi permetteranno di stabilire il tipo di disordine, attraverso la sua denominazione, descrizione ed esemplificazione; la severita’ del disturbo e il livello delle capacita’; la presenza di altri fattori che compromettono la comunicazione; gli effetti dell’accidente cerebrale sulle abilita’ comunicative funzionali e l’adattamento psicologico. Il risultato della valutazione sara’ a conoscenza dell’utente, del familiare e dello staff medico, e archiviato su supporto informatico e cartaceo.

L’intervento: Sara’ presa una decisione in collaborazione con lo staff medico dopo la diagnosi preliminare e includera’ i seguenti fattori: approfondimento della valutazione, controllo successivo, intervento diretto, indiretto di gruppo o individuale, accesso alla rete sociale dell’associazione, invio ad altre strutture (cem, centri di riabilitazione), suggerimenti/counselling, dimissione.

In considerazione dei fattori correlati agli effetti del trauma di un ictus sara’ necessaria la collaborazione interdisciplinare con medici e fisioterapisti.

IL LAVORO CON I FAMILIARI

Oltre al lavoro sulla Funzione del Linguaggio, è molto importante lavorare fin dall’inizio sulla capacità della Persona di essere coinvolta in una conversazione e più in generale nelle sue Relazioni.  Per ottenere questo risultato occorre lavorare anche con i suoi partner comunicativi

Si ritiene infatti, che la capacità di comunicare di ognuno di noi, sia influenzata anche dalla qualità delle nostre relazioni comunicative.

Ad esempio, normalmente le reazioni dell’ascoltatore, anche minime, di fronte a strategie inattese utilizzate dal parlante hanno un effetto inibitore su quest’ultimo.

La persona con con afasia avverte tali reazioni negative quando comunica con interlocutori non familiari e ciò può inibirlo ulteriormente e causare un peggioramento della sua performance

Inoltre,  nella conversazione ci si tara reciprocamente sullo stile dell’altro interlocutore, dunque nello scambio persona con afasia/persona con linguaggio integro, prevale la modalità uditivo-verbale e solo se il partner/interlocutore non afasico è allenato all’utilizzo di una varieta’ di strategie comunicative, la persona con afasia sarà incentivata ad utilizzarne qualcuna.

PARTNERSHIP COMUNICATIVA

A questo punto è chiaro che solo un training diretto sul partner della persona con afasia induce cambiamenti nel comportamento comunicativo interattivo. Dunque imparando a comunicare piu’ efficacemente si fornisce un importante aiuto alla persona che altrimenti sarebbe in maggiori difficoltà.

Con il termine “conversational coaching” si fa riferimento ad un particolare tipo di terapia che consiste nell’insegnare alcune strategie comunicative molto personalizzate alla persona con afasia e ai suoi familiari. Queste strategie vengono selezionate dagli stessi partecipanti e messe in pratica in setting conversazionali sotto la guida di un esperto