Coscienza, linguaggio e identità nella neuroriabilitazione
Una prospettiva clinico-filosofica sulle condizioni neurologiche estreme

Nelle gravi cerebrolesioni, nei disturbi della coscienza, nelle compromissioni radicali del linguaggio, il rischio non è solo capire troppo poco. È capire troppo in fretta. Ridurre la persona a ciò che appare. Scambiare il visibile per il reale.
Questo sito nasce da qui. Non come semplice raccolta di contenuti, ma come luogo di lavoro, spazio di riflessione tra neuroriabilitazione, filosofia ed etica clinica. Un modo di interrogare la neuroriabilitazione quando il recupero di funzione non basta a esaurire la domanda su chi è la persona che abbiamo davanti.
Raccoglie appunti e dialoghi che attraversano quei contesti in cui coscienza, linguaggio e identità non scompaiono, ma diventano difficili da leggere.
Ultimi articoli
- La cura non è mai neutraFilosofia della medicina: che cosa accade quando la cura prende forma in pratiche, istituzioni, linguaggi e rapporti di potere Da un po’ di tempo mi accorgo che molti testi che scrivo ruotano intorno allo stesso punto, anche quando sembrano partire da luoghi diversi: una stanza di riabilitazione, una cartella clinica, un familiare esasperato, un paziente… Leggi tutto: La cura non è mai neutra
- Quando il paziente è troppo corpoQuesto non è un articolo “sull’obesità”. È un articolo su quali corpi la cura è davvero disposta a sostenere quando sostenere non è più una bella parola ma richiede braccia, ausili, tempo, soldi e decenza. Parlo, come sempre, da una conoscenza incarnata. Non sono osservatrice neutra che cerca modi eleganti per non nominare il proprio… Leggi tutto: Quando il paziente è troppo corpo
- Quando la cura vuole che io tacciaNote incarnate sulla guastafeste femminista Ci sono momenti in cui basta un gesto minimo per sentirmi colpevole: non rispondere a un messaggio, non richiamare subito, interrompere una telefonata, lasciare che una richiesta resti sospesa. Non ho fatto nulla di grave. Non ho insultato, non ho abbandonato, non ho deciso una rottura definitiva. Ho solo smesso,… Leggi tutto: Quando la cura vuole che io taccia